La sedia Thonet nella scena postmoderna.

Compare nei ricordi di bambina a casa della zia o delle amiche della nonna, insieme all’odore di naftalina dele sale per gli ospiti chiuse a chiave, al colore cangiate della tappezzeria. Tra pizzi e merletti, mobili ereditati e divani ingombranti si può diventare una leggenda.

La sedia Thonet modello n. 14 nasce a Vienna nei primi anni dell’Ottocento per mano dell’ebanista Michael Thonet che realizza per primo la curvatura del legno massello per la struttura e un’intreccio di paglia d’India per la seduta, rendendo possibile per la prima volta nella storia del mobile – la produzione industriale e in serie di una sedia.

sedia thonet
Il modello originale Thonet n.14 in legno curvato con seduta in canna d’India intrecciata. Tutt’oggi prodotta nello stabilimento dell’azienda a Frankenberg. La serie 214 è composta da varianti perfezionate nel tempo e pensate per vari contesti abitativi.
All’epoca fu un’enorme successo sia in ambienti domestici che spazi collettivi e col tempo è stata riprodotta in varianti, migliorata nella comodità di seduta e schienale, e rivisitata anche grazie alle collaborazioni dell’azienda con brand e designers internazionali, fino a diventare un oggetto di design amato dai cultori sia d’antiquariato, sia amanti della classicità e del gusto minimal retrò.

sedia thonet
Era la sedia preferita di Brahms e di Lenin, di Tolstoj e di Renoir, di Marilyn Monroe e di Liza Minnelli. Le Corbusier la considerava il miglior prodotto di design mai creato, una straordinaria integrazione di tecnica e di stile. E’ esposta nei maggiori musei di Design del mondo come il MOMA di New York o il Vitra Museum in Germania.
Un design semplice e lineare, ma di alta fattura di matrice artigianale nella sua anima, rendono la sedia Thonet nella scena postmoderna un classico d’effetto in vari ambienti. Date un’occhiata a queste immagini di interni più significative che ho raccolto e ditemi se non è una sedia up-to-date!
soggiorno sedia thonet
Un soggiorno in black and white; giocare con lo sfondo neutro e arredi diversi ma dello stesso colore è un’ottima strategia per creare  armonia e personalità ad un’interno.

Apprezzo molto i contrasti ben armonizzati tra classico, antico e moderno, che per me sono i caratteri distintivi dello stile eclettico italiano, dove convivono varie personalità ma nessuna domina realmente o ha senso di esistere senza un’altra, e questo rende la Thonet, oltre che per nostalgia affettiva agli interni delle case della mia infanzia, una delle mie preferite.

thonet internisedie thonet internithonet interni

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Nendo per Scavolini.

cucina scavolini nendo

I buffi anni Ottanta, la cucina più amata dagli italiani, Lorella Cuccarini come testimonial icona della donna di casa esemplare e genuina. Questo è il background storico di Scavolini che si è evoluto ad oggi e, nell’era dei nuovi modi di concepire una cucina, ha portato alla collaborazione Nendo per Scavolini.

Come un piatto di cucina fusion italo-giapponese, nasce QI, disegnata da uno dei più sorprendenti design team nipponico degli ultimi anni, rappresentato da Oki Sato, che ormai hanno collaborato con quasi tutti i più grandi brand europei e soprattutto italiani. Tutto quello che creano è leggerezza e poesia nella sintesi completa e armoniosa di ogni dettaglio. Io adoro questo loro stile ed è per questo che scrivo questo post-sviolinata per raccontarvi la collaborazione Nendo per Scavolini.

Tutto il loro savoir faire si unisce alla realtà industriale made in Italy con un progetto che esprime qualcosa di molto semplice, estremamente moderno, essenziale, ma amabile nel tempo perché risolutivo, necessario ed elegante.

Il concept ruota attorno all’idea di “far scomparire” l’ambiente in due oggetti per creare spazio e offrire un’assoluta libertà progettuale: un contenitore, un oggetto unico dalla connotazione decisa, sintesi di un codice espressivo che può essere ripetuto all’infinito e una mensola in legno dalla pura essenzialità (Qi, in giapponese significa appunto contenitore e legno). Si immaginano così nuovi modi di vivere lo spazio con un progetto dove i due elementi, il contenitore, e le mensole dai volumi lineari, creano un vero e proprio sistema contenitivo che diventa protagonista di composizioni da declinare nella cucina e nel bagno.
Nendo
cucina scavini nendoTutto si articola attorno ad un contenitore modulare che diventa lavandino, dispensa, ripiano, pensile contenitore, e una mensola, in orizzontale come sostegno e piano di lavoro e in verticale come chiusura, divisorio: è come giocare a mettere insieme le famose vaschette porta oggetti di Muji in cassetti e su ripani, e comporre un sistema organizzativo e funzionale per essere chiamato cucina.  cucina scavolini nendo

Sono cambiati i tempi, il modo di vivere e condividere quest’ambiente, il modo di preparare i cibi e questo ha influenzato progettisti e produttori nel disegnare uno spazio come continuum della zona giorno, conviviale e condivisibile con la zona pranzo e anticipatore della zona relax di cui pare proprio un prolungamento consequenziale se con fosse proprio per la questione estetica, perché il design di questa come delle cucina moderne emula, aderisce e crea filo conduttore con i mobili del soggiorno, soprattutto se appunto gli ambienti fanno parte di un open space.

Qi è un progetto che si estende anche all’ambiente bagno con lo stesso principio e cura nel dettaglio, l’effetto sorpresa e il taglio minimal.

Purtroppo ho già fatto casa da poco altrimenti…;)

A voi piace questa cucina disegnata da Nendo per Scavolini?

 

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