La sedia Thonet nella scena postmoderna.

Compare nei ricordi di bambina a casa della zia o delle amiche della nonna, insieme all’odore di naftalina dele sale per gli ospiti chiuse a chiave, al colore cangiate della tappezzeria. Tra pizzi e merletti, mobili ereditati e divani ingombranti si può diventare una leggenda.

La sedia Thonet modello n. 14 nasce a Vienna nei primi anni dell’Ottocento per mano dell’ebanista Michael Thonet che realizza per primo la curvatura del legno massello per la struttura e un’intreccio di paglia d’India per la seduta, rendendo possibile per la prima volta nella storia del mobile – la produzione industriale e in serie di una sedia.

sedia thonet
Il modello originale Thonet n.14 in legno curvato con seduta in canna d’India intrecciata. Tutt’oggi prodotta nello stabilimento dell’azienda a Frankenberg. La serie 214 è composta da varianti perfezionate nel tempo e pensate per vari contesti abitativi.
All’epoca fu un’enorme successo sia in ambienti domestici che spazi collettivi e col tempo è stata riprodotta in varianti, migliorata nella comodità di seduta e schienale, e rivisitata anche grazie alle collaborazioni dell’azienda con brand e designers internazionali, fino a diventare un oggetto di design amato dai cultori sia d’antiquariato, sia amanti della classicità e del gusto minimal retrò.

sedia thonet
Era la sedia preferita di Brahms e di Lenin, di Tolstoj e di Renoir, di Marilyn Monroe e di Liza Minnelli. Le Corbusier la considerava il miglior prodotto di design mai creato, una straordinaria integrazione di tecnica e di stile. E’ esposta nei maggiori musei di Design del mondo come il MOMA di New York o il Vitra Museum in Germania.
Un design semplice e lineare, ma di alta fattura di matrice artigianale nella sua anima, rendono la sedia Thonet nella scena postmoderna un classico d’effetto in vari ambienti. Date un’occhiata a queste immagini di interni più significative che ho raccolto e ditemi se non è una sedia up-to-date!
soggiorno sedia thonet
Un soggiorno in black and white; giocare con lo sfondo neutro e arredi diversi ma dello stesso colore è un’ottima strategia per creare  armonia e personalità ad un’interno.

Apprezzo molto i contrasti ben armonizzati tra classico, antico e moderno, che per me sono i caratteri distintivi dello stile eclettico italiano, dove convivono varie personalità ma nessuna domina realmente o ha senso di esistere senza un’altra, e questo rende la Thonet, oltre che per nostalgia affettiva agli interni delle case della mia infanzia, una delle mie preferite.

thonet internisedie thonet internithonet interni

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Fast fashion detox.

Con i saldi invernali ho cercato di mettere seriamente in pratica il percorso personale legato ad un’etica applicata alle piccole cose della vita di tutti i giorni, introdotta nello scorso post, cominciando finalmente, e ammetto duramente, ad intraprendere una fast fashion detox.

Mi piace una maglia rossa la prendo anche se il rosso è un colore che non mi piace, tanto costa 10 euro.

Va di moda il pantalone a fiori, lo prendo a 20 euro tanto lo metto due volte e poi lo do via.

Compro un maglione grigio che sta bene su tutto, lo cerco tra chi lo vende a meno prezzo.

Ho trovato in saldo una borsa scontata del 50%, anche se non mi serve l’ho presa.

Ho acquistato 4 t-shirt, 2 pantaloni e un paio di scarpe per un totale di 80 euro.

Quest’anno il colore di tendenza è il viola, voglio tutto viola.

Almeno una di queste cose l’avete fatta, detta.

Questa è logica del fast fashion. Inviti ammalianti a comprare sempre qualcosa di nuovo che dopo pochissimo diventa obsoleto e pronto ad essere rimpiazzato con qualcosa di altro, nuovo. Questo significa anche qualità scadente a basso prezzo, repliche pagliacciate di mode del momento, sfruttamento di contesti e condizioni lavorative, sfruttamento della manodopera, soprattutto femminile, e danni all’ambiente.fast fashion detox

Cioè comprare un maglione da Zara a 29.99 euro genera tutte queste catastrofi? Non credevo, ma nel tempo ho studiato i miei comportamenti negli acquisti e ho capito che, con la frequenza, si entra in questo vortice perdendo di vista l’autenticità, la funzione, la durata, la fisicità stessa di un oggetto che fa parte di una una vita, la mia, che non sa dare valore alle cose e non vede l’ora di liberarsene? No non è questo il modo in cui sono stata educata, non è questo il mio stile, non è questo il mondo che voglio vivere anche domani. Così ho deciso di cambiare direzione, voltare pagina.

Si tratta di un rinascimento personale e premuroso, che arriva forse all’età giusta, in un momento giusto, che pone come fine la riconoscenza della dignità delle cose, di cosa c’è dietro le cose, chi fa e come fa le cose, dove e con cosa. Si costruisce una storia, senza compromessi o secondi fini e si decide di parteciparvi, come se nel proprio piccolo sostenessimo il progetto e, nel caso dell’abbigliamento, ci sentissimo fieri di indossare un capo.

Non credo alle rivoluzioni tutte in una volta, durano poco se poco motivate, e troppi stravolgimenti creano stress controproducente per buoni propositi, quindi mi sono semplicemente imposta dei principi fondamentali da tenere presente e che hanno guidato questa mia fast fashion detox:fast fashion detox

Partire da ciò che già si ha, rivalutando i capi e gli accessori di buona qualità comprati negli anni e anche recuperando e dando nuova vita a quelli che ho ereditato da mia madre (una volta i tessuti e i tagli erano sempiterni e duravano tantissimo) che ora sono vintage e che lei ha reputato bene di conservare, essendo anche molti di brand che una volta facevano manifatture eccezionali e made in Italy, perchè questo oggi purtoppo non è scontato neanche nei marchi di lusso.

Comprare di meno ma più di qualità con un’interesse sempre più approfondito per i brand emergenti, incoraggiare l’handmade, le piccole produzioni locali e i cosiddetti marchi sostenibili (che a sorpresa sono tantissimi) e le linee conscious anche dei brand low cost.fast fashion detox

Investire su ottimi basics dalle t-shirt bianche, alle camicie sartoriali, al classico cappotto dal taglio maschile, al pantalone nero, una shopper in pelle nera etc…insomma i famosi capi che non passano mai di moda e che almeno per me mi accompagnano in ogni fase del mio look nel tempo e che non mi annoia mai indossare.

Consapevolezza del proprio stile perchè questo mi fa evitare di deviare inesorabilmente nel comprarmi cose che magari on sono veramente adatte a me, al mio modo di sentirmi a mio agio nei vestiti, che non sono adatte al mio fisico e che magari mi piacciono ma solo addosso agli altri.

Leggere le etichette di composizione dei capi perchè è bene sapere almeno che se sto pagando un tot poco o molto voglio sapere se sto comprando viscosa, lana o altri materiali derivati dalla lavorazione di fibre artificiali. La conoscenza di cosa si sta realmente acquistando è il primo passo verso la selezione consapevole e l’acquisto giusto, al di là del budget che ognuno ha o vuole destinare ad un capo d’abbigliamento o un’accessorio.fast fashion

Avere un nuovo concetto di lusso che per me ad oggi significa ricerca della materia prima, del processo di lavorazione che non sempre si deve tradurre in costo elevato ma in costo giusto, che è la somma di tutta una serie di oneri e lavoro di un team che certo va riconosciuto e premiato (un’atteggiamento da crowd founding) di fronte a chi semplicemente copia e sforna in pochissimo tempo modelli e idee di altri.

Il basso prezzo, il consumismo da fast food senza badare né a qualità né a condizioni e contesti d’azione, in realtà e il prezzo più caro che paga o l’ambiente, il lavoratore, noi.

Dedicherò altri articoli per condividere e scoprire nuovi brand sostenibili, dove faccio shopping e non solo per l’abbigliamento ma anche per accessori, oggetti vari e idee varie su come sto cercando di essere una consumatrice etica.

Fatemi sapere la vostra opinione e se avete consigli da condividere siete benvenuti nei commenti!

 

 

 

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Una vita più consapevole.

La mia new year resolution, aldilà di spinte motivazionali e sogni personali, è avere un legame più olistico con l’ambiente e le persone che mi circondano. Ho avuto modo e bisogno di trasportare la mia visione di quella che definirei una vita più consapevole informandomi, verificando tesi e pareri che mi aiutassero a cambiare rotta sul mio modo di voler esistere qui ed ora con un approccio più sensibile e quindi sostenibile.una vita più consapevole

In realtà ho cominciato anni fa col cibo, il modo di lavorare, e poi man man si è dilatato così a definire un mio nuovo lifestyle che sento di poter migliorare sempre di più e so che andrà solo a far del bene e me stessa e a tutto ciò che mi circonda.

Condurre una vita più consapevole significa conoscere determinate problematiche di quest’epoca, che sono ostacoli ad una corretta crescita del mondo sia delle cose che delle persone, e decidere da che parte stare, se concorrere, anche con piccoli gesti, a migliorare la condizione umana e del pianeta o essere partecipi della deriva e degenerazione del sistema.

Purtroppo le odierne politiche mondiali fanno presagire al peggio, inducono a sentirci impotenti nel cambiare direzione e risolvere catastrofi in atto. Non si tratta solo di problematiche legate all’ambiente, ma anche alle condizioni sociali e lavorative, all’utilizzo indiscriminato delle risorse e alle generali discrepanze sociali ed economiche tra popoli e culture diversi.

Non è facile assolutamente. Si tratta di vedere oltre, domare istinti, di avere del tempo per interessarsi, selezionare, confrontare, sperimentare, fare delle scelte alternative, ma che col tempo risulteranno naturali, automatiche e condivise fino ad influenzare le direzioni del sistema.

Con questo non voglio dire che mi trasferirò sugli alberi, diventerò vegana macrobiotica, smetterò di tingermi i capelli e di comprare capi in pelle, vi racconterò come ho cercato e sto cercando di operare scelte più etiche nella mia vita e di come in generale con semplicità sto tentando di

 

vivere in modo più gentile.

 

 

 

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Precauzioni di over design in casa.

Iris Apfel in un servizio fotografico per la rivista Dazed and Confused: un esempio di stile anche nella decorazione di casa.

Lo scorso mese sono stata invitata a cena da una coppia di amici che frequentavamo molto tempo fa, per festeggiare l’inaugurazione della loro casa nuova.

Sin da piccola mi è sempre piaciuto visitare case e imparare a conoscere le persone attraverso certi dettagli che quasi sempre raccontano molto di più di tanti convenevoli o premesse.

Nell’allestimento di un ambiente domestico l’improvvisazione e la spontaneità sono potenti armi di comunicazione e a volte da intuizioni non consapevoli, e senza sovrastrutture mentali e stereotipi, nascono interessanti spunti e ispirazioni, che potrebbero non suscitare le case ideali e apparentemente perfette che troviamo sui blog o sulle riviste di settore. E’ lo stesso concetto dello street fashion, infatti tante tendenze nella moda nascono guardando le persone normali per strada, intendo cioè non modelle nè fashion stylists.

Ognuno ha il suo background, la sua storia, le sue manie e inclinazioni ed è interessante vedere come qualsiasi oggetto ognuno lo assimila e lo fa suo personalizzandolo. Pur amante della semplicità e del minimalismo, non resto insensibile agli spazi iper antropizzati e auto referenziali, anzi spazi con una ricchezza di intenzioni sono molto più intimi e confidenziali di ambienti spogli e impersonali, magari copiati da foto su blog e riviste di settore, senza capire se veramente rispecchiano il proprio modo di vivere.

iris apfel house
Iris Apfel nella sua casa: se si ha una forte personalità si possono domare anche scelte estreme di decorazione.

La cena abbondante e articolata rispecchiava molto le caratteristiche degli interni e dei pezzi di arredo. Infatti nel tempo ho sperimentato che il problema fondamentale che si riscontra in spazi domestici tirati a lucido e allestiti per dimostrare anche una certa appartenenza sociale, snobbando consigli e indicazioni di mano esperta, è la mancanza di misura. Al di là del bello, del brutto, dell’appropriato, del brand o del no brand, si rischia di fare letteralmente indigestione di buon cibo come di buon design.

Leggevo tempo fa un’articolo del New York Times su un tema inerente, in cui c’era l’opinione che, ancor più oggi nell’epoca dei social media, “sembra che la gente pensi costantemente di essere guardata” e quindi a volte in certe case si trovano soluzioni e scelte di arredamento non proprio predilette dagli abitanti ma fatte per “far vedere agli altri”. Avere una casa meravigliosa non significa realizzare un museo del design o la micro filiale di un luxury hotel a Dubai. Stiamo parlando di vita da vivere tutti i giorni in scenari che devono aiutarci a stare bene al di là di tutto.

Le ultime sedie disegnate da Philippe Starck forse faranno a cazzotti con una cucina dallo stile shabby chic e col pattern iper futuristico dei mobili di Karim Rashid o l’arazzo multicolor comprato durante la luna di miele. Si leggono capricci di tendenza, e la ricerca di uno stile (lo stile di chi abita gli spazi) è soffocato dal sovraffollamento di troppe personalità contrastanti (l’insieme di mobili) che nessuno e niente, neanche le pareti bianche e le luci a led nascoste in metri di controsoffitto riescono a tenere a bada.

Ho raccolto alcune precauzioni per evitare l’over design:

– Valutare le priorità: cioè in cosa conviene investire un pò di più in qualità e durabilità nella vostra idea di casa. La selezione verrà naturale se si riflette sulle proprie abitudini casalinghe: un pezzo forte come un divano o una cucina o un letto di qualità e manifattura pregiata e poi da li costruire attorno con oggetti e arredi più semplici e leggeri che seguono lo stile del masterpiece.

– Fate in modo che un arredo importante sia destinato ad un luogo della casa in cui passate la maggior parte del tempo e che possiate usarlo almeno una volta al giorno. Se non siete di questa idea allora comprate oggetti d’arte o antiquariato.

– Non sfogate il vostro estro sui rivestimenti di casa, o almeno non in superfici estese, ma accontentatevi di una parete o piccoli inserti più particolari che in un ambiente dai toni neutri risalteranno anche di più. Gli ambienti neutri, dalle tonalità che rimandano a materiali naturali o dai colori soft accoglieranno a braccia aperte qualsiasi tipo di arredo anche più audace.

– Se vi piace molto un arredo di design che trovate su una rivista o sul web, cercate di saperne di più della sua storia, in che materiale è fatto, chi l’ha disegnato e il mood che vi suggerisce, così capirete meglio se è in linea con il vostro stile e se insomma è quello giusto. Deve rappresentare qualcosa anche per voi e non solo per la storia del design. Un volta approfondito ciò, informatevi sui rivenditori di zona, cercate uno showroom dove possono averlo esposto, toccatelo, spostatelo, sedetevi se si tratta di una sedia o un divano, così oltre la bellezza e il valore storico e culturale, valuterete anche la comodità.

– Il valore delle cose lo riconosce per la maggior parte chi ha un budget limitato, comprare cose a caso senza un progetto anche economico oltre che di stile, significa dispersione, non libertà.

– L’arredo di design più interessante di casa può essere chi la abita (vedi la grande Iris Apfel).

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Nella casa di Iris convivono elementi tutti diversi tra di loro ma in grande armonia: il suo stile si rispecchia negli spazi che la circondano.
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Natale 2017.

Non farsi prendere dalla frenesia festiva e dallo stress dalla corsa ai regali è arduo in questo periodo. Decorazioni in casa minimal, ma accoglienti, dolci fatti in casa con amore tra zuccherini, frutta secca e profumi di arancia e cannella, regali tra pochi stretti e voglia di condividere insieme ai più cari i momenti celebrativi. Questo il mood di questo Natale 2017, mentre lo scorso anno ci preparavamo per volare sulle spiagge delle Bahamas, quest’anno casa, famiglia e scorta di energia per affrontare un anno nuovo che spero sia meglio del precedente.

biscotti natalizi
I miei biscotti natalizi!

In realtà egli ultimi anni ho imparato finalmente a non vedere questo periodo come un momento in cui desiderare, avere obbiettivi o sperare in cose che avvengano per magia del Natale, ma ad essere grata. Un senso di gratitudine per quello che ho davvero, guardandomi attorno, tralasciando il superfluo, si scopre di essere tanto preziosi e di avere tesori di cui posso ricambiare sguardi, conversazioni, abbracci.

La vita è operosa, ci da occasioni, cadiamo e ci rialziamo, cambiamo colore, siamo tristi, vogliamo bene, perdiamo, troviamo di meglio, conserviamo silenzi, urliamo emozioni. Camminiamo, prepariamo cose, aspettiamo con ansia, sorridiamo alla luce del sole. Grazie.

Il resto è aria e polvere.

Buon Natale a tutti voi.

Con affetto,
Maria Anna.
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Preferiti di novembre e dicembre.

Questi mesi gemelli pieni, dolenti, altalenanti. Non è facile trasmettere certe sensazioni senza la descrizione di eventi personali che le hanno causate, ma bene o male le avversità quotidiane e i rapporti tra gli esseri umani sono pressappoco di varie tipologie facilmente identificabili ed intuibili. Quello che cambia siamo noi, il modo in cui reagisce il nostro corpo e la nostra mente.

Questa volta i miei preferiti di novembre e dicembre così condensati sono un racconto di pensieri ed emozioni che soono stati highlights del periodo.

Posso dire di coltivare una certa calma zen, ma ho accumulato stress e inconsciamente l’ho trasformato in aggressività che è venuta fuori pian piano srotolandosi contro di me. Quando cadono certezze, affetto e valori di sincerità verso una persona, io do tante possibilità, poi per difesa soprattutto, passo e chiudo. Lascio correre all’insegna del dantesco Non ti curar di loro ma guarda e passa, ma il processo emozionale fa male comunque. Il tempo sarà medicina placando animi, facendo sfumare parole dure, cancellando substrati di legami nel bene e nel male.

Ho notato che prima di reagire e continuare, la mia mente ha avuto bisogno di scaricarsi tutta questa tensione e non ho fatto altro che assecondare questo mood, prendendo la quotdianità con più calma, distribuendo le cose da fare non tutte insieme ma laddove possibile nell’arco di una settimana, poco a poco senza pressione e mai controvoglia. Imparare a dire di no per preservare le energie, custodendo senza rimandare o bypassare momenti di dolce far niente, cosa difficile per una mente iperattiva come la mia e la convinzione che bisogna produrre qualcosa ogni giorno. Mi sono dedicata di più alla mia casa perchè ultimamente lavoro ed eventi accaduti mi hanno fatto provare la sensazione strana di sentirmi aliena della mia casa.

Anche se in ritardo ho preparato le decorazioni di Natale, approfittato dei week end per sistemare armadi, dispensa e faccende lasciate in sospeso, con la voglia di un decluttering di cose che hanno coinciso anche a quello fatto dei pensieri negativi nella mia mente.

A volte scrivere di prodotti, belle ispirazioni e luoghi bellissimi, condividere felicità anche un pò frivola cozza con la realtà di tutti i giorni, non mi motiva a dedicare tempo al blog, anche perchè nessuno forse ha interesse a leggere i pensieri di una ragazza malinconica e lungi da me nel trasmettere tristezza, noia e demotivazione. Molto spesso dai feed e dalle pagine di molti ci viene mostrata una carrellata di momenti magici di vite da invidiare, vite senza preoccupazioni, ma si sa che sono pezzi di vita editati e raramente reali.

Sapere ciò mi porta ancora di più a voler costruire più verità e ogni tanto tra le nuvole ritornare con piacere con i piedi per terra. D’altronde il bello di un blog personale è che appunto c’è dietro una persona vera a scrivere, che ha tanti interessi, una sua vita piena di cose e di altrettante vite, e si legge la sua storia, le sue riflessioni e la tua verità anche attraverso alcune fasi in cui non si riesce e non si può essere sempre sul pezzo.

La leggerezza ci vuole e ci deve essere, ci aiuta a volare…

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

Con questa meravigliosa citazione di Italo Calvino lascio l’ultimo mese di quest’anno dagli spigoli taglienti, per aprire il cuore alla speranza di tante nuove belle cose da vivere e da raccontare, smussando gli angoli e focalizzandomi su piccole forme ma grandi contenuti, su poco ma prezioso e sincero.

Buon 2018 a tutti.

M.

 

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Winter pompon flowers.

Winter pompon flowers

I Winter pompon flowers sono un evocazione dei fiori invernali che ho realizzato con piccoli rami e pompon di lana. Devo averli visti tempo fa in una galleria su Pinterest o su Instagram e sono un lavoretto fai da te semplice ed effetto, non occorre tanto tempo per farli se non per i pompon che io ho fatto una sera sul divano mentre guardavamo un bel film. Proprio perchè in questa stagione i fiori non resistono molto, avendo poco tempo di comprarne spesso di freschi (non preferisco fiori finti, secchi o piante grasse in casa), e dato che in generale ho il pollice nero, questi simbolici soffici pseudo fiori mi sembravano un’alternativa perfetta e originale per decorare con un mood invernale il mio living nel periodo invernale.

fiori pom ponCome vaso ho usato un barattolo grande da conserve recuperato per esaltare il tocco delicato ed elegante di questa semplicissima composizione. E’ all’occorrenza un bel centro tavola o una decorazione originale per camere di bambini, magari usando lana dai colori pastello, o anche per allestimenti di piccole feste, e solitamente a me piace mettere delle cose del genere anche in bagno e questi Winter pompon flowers mi sembrano molto adatti.

Fare questo genere di lavoretti mi rilassa tantissimo, e poi non ha prezzo la soddisfazione di creare composizioni con le proprie mani e rendere personali e unici i dettagli di un ambiente. Che ne pensate?

 

 

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I miei essenziali d’inverno.

Il freddo avanza fino a sublimare quest’incombente atmosfera natalizia, quindi proteggersi, coccolarsi e rasserenarsi sembrano gli obbiettivi più ambiti almeno per me, pronta a schierare l’esercito delle mie riserve energetiche e oggetti salvavita che mi aiutano a superare più che godere questa stagione non molto nelle mie corde. Ed ecco a voi i miei essenziali d’inverno:

Apro gli occhi al mattino e il primo gesto articolato che svolgo è accendere il bollitore per orzo, tè, caffè americano…whatever basta che veloce da preparare, tanto, caldo, buono, da sorseggiare piano. Ho tante pretese dal mattino, come partire piano per poi mettere la quinta tutto il giorno sì. Da un anno il mio alleato bollitore Elettrolux che permette di regolare la temperatura dell’acqua in base al tipo di bevanda, perchè sapete che soprattutto gli infusi e i tè pregiati necessitano di una temperatura di ebollizione massima che va dai 60 agli 80°C in base alla tipologia, altrimenti se ne danneggiano le proprietà benefiche.

Bollitore Elettrolux
Bollitore Elettrolux su Amazon

Le scarpe che hanno il potere di attozzire anche Gisele Bündchen, figuriamoci noi comuni mortali, ma che quando si indossano sembra come camminare tra peluche e danno una sensazione di tepore che si epande per tutto il corpo. Provocano nausea alla vista per quelle abituate ai tacchi sexy anche d’inverno, ma poi se le comprano anche loro. Suscitano assuefazione e rischio di goffaggine negli outfits, ma sdrammatizzate con un jeans loose (vedi Kate Moss) o skinny (vedi Kendal Jenner), o shorts (vedi Blake Lively), o ad un vestitino corto con o senza calze (vedi Lady Gaga), anche aiutate da solette interne che rialzano un pò, slanciano e rendono la camminata più classy, danno un look cool da Hollywood celebrities in day off. Le donne che le indossano in realtà non temono di scalfire la loro femminilità che ahimè non dipende da un paio di scarpe. Ugg Australia. Ne ho tre paia.ugg australia

In questo periodo non nascondo che mi vesto con l’intenzione primaria di coprirmi, e uno dei miei essenziali d’inverno è il maglione a trecce grosso, color crema o ghiaccio, con scollo a v profonda o a mezzo collo, che fa tanto regina delle nevi, amazzone del freddo. Ma col tempo e osservando i vari trends, ho scoperto che è molto chic e mi piace molto anche con una gonna lunga leggera floreale, e infatti credo che sarà protagonista di uno degli outfit più easy durante le feste natalizie, con semplicemente un jeans, un paio di oxford boots o ballerine rigorosamente senza calze, orecchini a cerchio in oro giallo, rosso corallo su labbra e unghie.knit mm6Un gioiello, uno ed uso solo perchè non amo indossarne molti ma molti a rotazione.Un punto luce che impreziosisce un look semplice e minimal donando un tocco interessante e ricercato. Dato che soffro di anellitudine punto sempre sugli anelli, anche perchè immersa tra sciarponi e cappelli, d’inverno per comodità uso meno orecchini e collane nel quotidiano, ma agli anelli, che siano essi preziosi o bijoux, non rinuncio mai e mi piace portarli maggiormente all’indice e al mignolo.

Anello chevalier Rebecca
Anello chevalier Rebecca

Non accade per tutte le fragranze, ma di solito in generale associo certi profumi a certe stagioni, con tante eccezioni alla regola, perchè indossare un profumo è come enfatizzare uno stato d’animo, e convenzionalmente associo all’inverno le note legnose, mandorlate, orientali e calde come le spezie che si usano nei biscotti di Natale. Se quando piove uso spesso Tamdao di Dyptique, di giorno alterno Rose Musk e Coffe di Montale, ho in wishlist By the Fire Place di Maison Margela e la Fava Tonca e Pepe Rosa di Helan, che sento che saranno lo sfondo olfattivo di questo mio inverno.

Maison Margela Replica
“By the Fireplace” dalla linea Replica di Maison Margela

Per casa oltre alle classiche candele che più gourmant non si può, il profumo che adoro sentire resta sempre quello dei dolci da colazione o biscotti appena sfornati, romanticamente lo stesso che ho sempre sentito da bambina, oltre all’odore e al sapore degli agrumi del mio giardino. Mi piace poi la sera a cena accendere una candela che crea un’atmosfera intima, familiare, evocativa.

Make up minimal dai toni nude caldi, scaldati da una terra ambrata e poi un rossetto rosso per serate speciali è il mio must have e non vado oltre i toni del sottotono blu, non mi vedo con labbra porpora o ancora più intense ma mi piace molto indossato da altre ragazze soprattutto dalle carnagioni chiare. In altri casi noto che invecchia un pò. Con il rosso non si sbaglia mai. I miei preferiti sono l’evergreen Russian Red di Mac, il 999 di Dior e il Pitate di Chanel, best seller dei rispettivi brands e credetemi è come investire su una borsa classica che non passa mai di moda.

Rossetto Pirate Chanel
Rossetto Pirate della gamma Rouge Allure di Chanel

 

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Black friday wishlist.

In occasione del week end più atteso per lo shopping pre natalizio, eccovi la mia Black Friday wishlist con alcuni miei possibili acquisti e preferiti con l’intento d’informarvi di alcune promozioni o suggerimenti di idee regalo per le quali risparmiare un pò non è affatto male!
Candela naturale
Candela naturale di Ceraunabolla su Etsy
Ceo Of My Own Life Planner
Ella Iconic Ceo Of My Own Life Planner
L'occitane KIT SCOPERTA DIVINE
L’Occitane kit scoperta Divine
Anthropologie Geode Coaster
Anthropologie Coaster in giada
Camicia Mango
Camicia Mango
SPRAY MOLECOLARE COLLAGENE Collistar
SPRAY MOLECOLARE COLLAGENE Collistar
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La casa non è fatta per difendersi.

Il video promosso da Ikea, in collaborazione con Telefono Donna, dal titolo “La casa non è fatta per difendersi” per una campagna di sensibilizzazione sulla denuncia delle molestie che avvengono all’interno delle mura domestiche è discreto, sottile, breve ma non per questo poco incisivo, e sembra proprio un teaser per quello che potrebbe succedere o sta succedendo ovunque, in qualsiasi momento, o purtroppo è già successo.

Una classica scena in un negozio Ikea di una coppia che guarda gli arredi in vendita: la giovane donna osserva e rielabora lo spazio di casa come uno spazio in cui nascondersi, e gli oggetti come possibili armi per difendersi da chi rende questo luogo, così intimo e familiare, un campo di battaglia. Questi stessi oggetti e arredi di casa diventano alibi di evidenti segni sul corpo non accaduti per caso.

Il video ci invita a riflettere, aprire gli occhi, uscire dal guscio della coercizione psicologica, dal muro del silenzio, per potersi salvare.

La casa è un luogo di gioie e dolori, teatro delle vicende domestiche, non sempre a lieto fine, e rappresenta un palcoscenico intimo per i propri istinti e le proprie emozioni nude e crude che si condividono con i propri conviventi, familiari, un posto dove risolvere questioni, dove essere al sicuro, essere se stessi, al di là del bene e del male.

La donna, per antonomasia, regina della casa, diventa nello stesso tempo vittima di essa, cercando negli angoli reconditi della propria coscienza e forza d’animo di difendersi, celare, proteggere i proprio figli.

Il messaggio “La casa non è fatta per difendersi” è la denuncia e la sensibilizzazione verso chi è vittima di soprusi all’interno delle mura domestiche a trovare il coraggio di uscire di casa e urlare il proprio dolore per sconfiggerlo.

Il 25 novembre è la Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, per l’occasione dal 13 al 25 Telefono Donna sarà in tutti i punti vendita Ikea italiani con eventi e iniziative volte a sensibilizzare e dare opportunità a chi vive un dramma del generei di poter essere aiutato. Per una giusta casa.

Stop alla violenza sulle donne.

 

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